Trasformazione dell’Azienda ORDINARIA in Azienda BIO

Premessa

Sempre più si sente l’esigenza all’esportazione di documentare impostazioni di produzione con il minore impatto ambientale.

Oramai di moda, i termini legati a “biologia” non sempre offrono garanzie ai consumatori della reale salubrità e rispondenza dei prodotti a questo termine. È da considerare, infatti, come variando le annate, muti l’aggressività dei parassiti e, pertanto, un unico modello di azione non può essere sempre garante del successo.

L’intera azienda deve presentarsi come modello operativo volto al meglio, valorizzando ogni aspetto di eco-compatibilità in suo possesso.

 

Il biologico in agricoltura

  • L’agricoltura biologica
    L’agricoltura biologica si distingue dalle altre forme di conduzione essenzialmente per l’uso di coadiuvanti nella difesa e nella nutrizione di origine esclusivamente naturale. Come tali, essi sono soggetti agli equilibri della natura medesima e pertanto la loro azione si evolve e migliora progressivamente nel tempo e sulle superfici. La maggior concentrazione di impiego di detti elementi, pur conservando la loro origine naturale, può divenire elemento nocivo o inquinante in quanto non rispettoso degli equilibri spontanei.
    L’applicazione, inoltre, di strumenti di tipo biologico o biotecnologico deve essere opportunamente valutata alla circostanza, al fine che non divenga anch’essa fattore di squilibrio ambientale.
  • Aspetti normativi
    L’adozione del sistema BIO richiede adempimenti amministrativi preventivi e ordinari.
    - Data di inizio della trasformazione
    - Dichiarazione delle superfici
    - Dichiarazione delle colture
    - Registrazione di tutte le operazioni colturali
    - Destinazione delle produzioni raccolte
  • Aspetti tecnico-colturali
    Seguire la coltivazione per gli aspetti agronomici, fitopatologici e di impatto ambientale nel rispetto degli allegati inclusi nella specifica normativa.

Primi passi della trasformazione

  • L’attività di consulenza in ambiente agrario non si considera come la comune forma di assistenza tecnica atta a gestire l’ordinarietà delle operazioni colturali.
    Il lavoro di consulenza agraria in viticoltura ha il fine di offrire un valore aggiunto di tipo specialistico nei vari settori del comparto.
    La trasformazione del modello colturale in “Bio” richiede scelte e impostazioni aziendali talvolta assai differenti dal “Tradizionale”.
  • Detto passaggio deve considerare un tempo di transizione tra le due realtà, nel quale l’azienda, seguendo schemi razionali, compie i necessari passaggi e cambiamenti, fino a giungere alla conduzione “BIO” prevista dalla normativa.
  • Detta trasformazione richiede strategie logistiche opportune e specifiche per ogni realtà aziendale.


Lo schema operativo per la trasformazione è il seguente:

  • impostazione dell’azienda in forma eco-compatibile
  • impostazione di singoli vigneti secondo schemi di viticoltura sostenibile
  • assecondare con appositi modelli colturali le esigenze fisiologiche dei vigneti al fine di sfruttare pienamente le loro potenzialità nell’ambito del decorso stagionale

Impostazione dell’azienda in forma eco-compatibile

Il concetto di eco-compatibilità si definisce in relazione alle interazioni tra l’attività colturale svolta in azienda e l’ambiente circostante. Tale carattere esula dalle restrizioni insite nel modello gestionale “BIO”, bensì riguarda la presenza di ambienti naturali alternati a quelli agricoli (piante, siepi, superfici boschive), il rispetto della natura orografica del luogo, gli equilibri idrogeologici.
L’avvio verso la corretta “agricoltura biologica” non può non considerare questi aspetti che, in ultima analisi, sono nettamente prioritari. Tali fattori, ovviamente, costituiscono analisi specifica di ogni realtà colturale.

 

Impostazione di singoli vigneti secondo schemi di agricoltura biologica o sostenibile 

Si fa ricorso, in questo caso, a tutti gli strumenti possibili per contenere i parassiti con la minore residualità e impatto ambientale. Le opere di prevenzione agli attacchi sono sicuramente le più certe e con i migliori risultati. Vi è poi la possibilità di ricorrere a:

  • mezzi agronomici
  • mezzi chimici (strategia di impiego in BIO)
  • mezzi biologici
  • mezzi bio-tecnologici
  • mezzi fisici.

Ognuno di questi, singolarmente non è adeguato. La buona sinergia di tutti e l’opportunità di scelta nelle differenti condizioni offre l’aspetto d’integrazione con la minore strategia di lotta impattante.

 

Assecondare con appositi modelli colturali le esigenze fisiologiche dei vigneti 

Ogni vigneto ha potenzialità produttive in merito a qualità e quantità sue proprie, derivanti dall’insieme dei fattori che lo costituiscono.
Accade con una certa frequenza, che la variabilità stagionale del clima, anno dopo anno, muti le condizioni fisiologiche e le rispettive esigenze del vigneto. Al fine di valorizzare appieno il suo benessere e soprattutto le espressioni legate alla qualità è bene modificare ogni anno alcune strategie in modo da assecondare quanto il clima predispone. Operando più o meno seguendo l’ordinarietà, alcuni anni, tante azioni sortiscono l’effetto di annullare i benefici di altre. I risultati, in questo modo, non giungeranno mai alla massimizzazione.

 

Presentazione giornalistica dell’azienda

Ogni realtà aziendale possiede aspetti di sua esclusiva valorizzazione che sono definiti da particolarità tecniche come tipologia di suolo, stratificazioni, microambienti o microclimi che rendono quella realtà irripetibile. La descrizione di questi aspetti, al fine di non essere ripetitiva tra differenti realtà, deve essere valutata e approfondita con un certo livello tecnico. Il ruolo, in questo caso, del giornalista-agronomo acquisisce così importanza basilare, per la realizzazione di comunicazioni divulgative, Siti Web, note tecniche all’estero.